Ecco Kuddle, l'Instagram dei bambini

Ecco Kuddle, l'Instagram dei bambini

Ecco Kuddle, l'Instagram dei bambini

Fondata a marzo da un team di designer e sviluppatori norvegesi, Kuddle è una versione limitata di Instagram. Con Kuddle i piccoli utenti possono infatti pubblicare e condividere foto con gli amici, senza il rischio di fenomeni di cyberbullismo, commenti molesti e collegamenti con gli sconosciuti. Una sorta di palestra depotenziata, ma utile per allenare i bambini ad un uso responsabile dei social network. 

Alla base dell’invenzione ci sono proprio i bambini, in particolare il figlio di uno dei fondatori, l’inventore e Ceo Ole Vidar Hestaas che, a nemmeno 7 anni, pretendeva di giocare con Instagram come la sorella maggiore. Per risolvere il problema il padre ha realizzato Kuddle, un social molto simile, ma su misura di bambino e a prova di rischi. I finanziamenti sono poi arrivati da Kathryn Moore Baker, già in McKinsey e Morgan Stanley e membro della European private equity and venture capital association, madre di due ragazze di 18 e 14 anni che ha sempre desiderato un’app del genere quando le sue figlie iniziavano a familiarizzare con i social.

 

Come funziona Kuddle

I bambini possono usare l’applicazione autonomamente, ma per iscriversi serve l’indirizzo e-mail di mamma o papà e l’account non è attivo finché i genitori non danno l’autorizzazione alla pubblicazione delle immagini. Da quel momento i genitori riceveranno una notifica ad ogni foto postata e ad ogni amico aggiunto alla cerchia. Gli scatti degli under 13 appaiono solo alla lista dei contatti approvati e non c’è modo di geotaggarli per non rivelare informazioni sensibili sulla collocazione dei bambini. 

Infine, nessun commento è autorizzato: si può scattare, disegnare sulle immagini come su Snapchat e simili nonché ricevere degli apprezzamenti, simili ai like su Facebook, ma niente commenti testuali per evitare fenomeni di cyber bullismo.

 

L’esercito degli under 13

Non solo Kuddle, ora anche Google, Youtube e Facebook si stanno preparando per il pubblico degli under tredici con piattaforme specificamente pensate per loro. I preadolescenti sono la generazione di bambini cresciuta con internet: non si accontentano certo di applicazioni ludiche, formative o messaggistiche e non hanno problemi ad aggirare il parental control.

Tutte le piattaforme si stanno quindi attrezzando per l’apertura ufficiale dei social network al pubblico preadolescenziale, che già ora popola più o meno sotto mentite spoglie tutte le piattaforme e che a breve disporrà di strumenti specificamente pensati per sé.

Una delle ultime novità arriva da Google, che dopo aver annunciato una versione di YouTube su misura per i più piccoli si starebbe preparando a lanciare un accesso dedicato ai propri servizi, come la posta, con un controllo parentale più stringente e intelligente dei soliti filtri facilmente disattivabili. Anche Facebook, secondo indiscrezioni, avrebbe in cantiere uno strumento simile: una release del social network che, schivando le leggi statunitensi, consenta ai minori di 13 anni di creare un proprio profilo con la supervisione dei genitori. Insomma, bambini sempre più social, ma con social sempre più a misura di bambino!


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